Paola Gandolfi – Daniel Kruger

12 Settembre 2020 - 30 Novembre 2020

La Galleria Antonella Villanova è lieta di annunciare la ripresa della sua attività espositiva il prossimo XII settembre con un nuovo appuntamento di Two-fold Project presentato nei nuovi spazi espositivi a Foiano della Chiana
Offrire una diversa e duplice esperienza dell’arte è alla base di Two-fold Project un format dove “necessariamente due” importanti artisti, di cui uno espressione del gioiello contemporaneo, danno vita a un’inedita e originale conversazione con le loro opere.
I protagonisti di questo nuovo incontro, a cura di Marco Bazzini, sono Paola Gandolfi e Daniel Kruger.
Stare fuori dai luoghi più comuni e portare lo spettatore dentro alle storie più intime e originarie, oppure indicare un percorso per la scoperta del sé interiore, sembrano essere alcuni dei punti di contatto tra questi due artisti tra loro molto diversi: la prima una raffinata e impegnata pittrice mentre il secondo uno tra i più inventivi e operosi artisti del gioiello contemporaneo. Nel loro lavoro Gandolfi e Kruger ripartono dai miti e dai riti ma non per riattualizzarli o rileggerli, e nemmeno per smontarli, quanto per trovare un diverso punto di innesco per la deflagrazione di possibili nuove e differenti narrazioni.
Della Gandolfi in mostra sono presenti una decina di ritratti femminili, la maggior parte realizzati per l’occasione, mentre Kruger presenta una nuova serie di sculture a forma di pendenti e ispirati ai più tradizionali oggetti di scaramanzia: gli amuleti. Genere magico da non nascondere, anzi, l’artista in maniera esplicita lo utilizza come titolo di tutta questa sua ultima produzione, una produzione che ha voluto accompagnare anche con singoli brevi testi che nel dettaglio illustrano le possibili doti di protezione dai mali e dai pericoli di ogni singola collana.
Le donne della Gandolfi nella loro irradiazione di una forte e affermata personalità femminile, tema portante di tutto il suo lavoro da oltre quarant’anni, non hanno bisogno di simboli esterni per dichiarare la loro identità o la loro appartenenza alla società. Sono donne contemporanee che appaiono allo spettatore prive di accessori contrariamente a come vuole la ritrattistica tradizionale, tra cui quella antica dei volti del Fayum, che invece le presenta bene adornate di gioielli. Anzi, a loro che se ne stanno immerse in uno spazio senza tempo potrebbe essere attribuita la realizzazione di queste “sculture magiche” se non fossimo sicuri di riscontrare nella minuzia, nella genialità e nell’ironia nascosta di queste opere i più tipici caratteri dell’arte di Daniel Kruger. Pendenti realizzati con piccoli oggetti rituali e dall’alto valore simbolico, con pietre dal sapore alchemico e curativo quali ambra, malachite o corallo, incastonate in costruzioni dal sapore tanto antico quanto contemporaneo. Nessuna stregoneria è evocata da questo importante esponente del gioiello, piuttosto a muoverlo è il suo interesse e il suo desiderio di giocare con i lati oscuri, con i tabù del singolo e della società che oggi troppa arte ignorano per essere troppo aderente ai fatti di cronaca.
Su questi stessi temi, che ancora uniscono in un ideale filo i due artisti, in mostra anche un video e alcune piccole sculture della Gandolfi oltre ad alcune ceramiche di Kruger.