Giampaolo Babetto

23 Aprile 2015 - 23 Luglio 2015

La Galleria Antonella Villanova, inaugura il 23 Aprile prossimo, la personale di Giampaolo Babetto.

La mostra, una vera e propria piccola antologica, oltre ai gioielli presenterà anche i disegni e gli oggetti realizzati dall’artista padovano dai primi anni ’70 fino ad oggi.

Come accaduto in altre occasioni lo spazio espositivo, all’interno di Palazzo Ricasoli,in Piazza C.Goldoni 2 sarà “condiviso” con quello della Galleria Alessandro Bagnai, che nella stessa data presenta una inedita installazione di Gianni Dessì.
Il lavoro di Babetto e Dessì si “incontrerà”, nella prima sala dello stesso.

Intorno alla produzione di Giampaolo Babetto hanno scritto, da sempre, i più importanti critici definendola come costituita da “oggetti plastici” oppure da “oggetti culturali”, piuttosto che ricondurla al più semplice ambito dei gioielli.
Eppure Babetto fa proprio questo, realizza con alta manualità artistica gioielli e li realizza con quel “vizio” che non permette di farli stare pienamente né nel mondo dell’arte né in quello della oreficeria. O meglio, di farlo riconoscere come un personaggio eccentrico rispetto a questi due mondi in cui inevitabilmente è calato e indiscutibilmente riconosciuto come uno dei maggiori maestri.

I lavori di Babetto evocano le sintetiche forge di molta arte e design contemporaneo, soprattutto quelle legate alle esperienze degli anni sessanta e minimaliste, ma contrariamente a una scultura per arrivare a compimento devono essere indossati, solo così assumono la loro vera dimensione e rilasciano tutta la loro energia.

Babetto procede attraverso il proprio fare a tu per tu con la materia (oro, argento e talvolta altri metalli) ed è con questo continuo lavorio manuale e mentale che raggiunge la fusione tra armonia, forma e bellezza dove anche il vuoto riconquista la sua funzione.
In un panorama dove ancora si tende a separare i generi, a dare diversi valori a una ricerca che invece ha molte origini comuni, Giampaolo Babetto è uno dei pochi protagonisti della nostra contemporaneità che ha saputo sfidare non saltuariamente, ma proprio come radice del suo lavoro, ogni classificazione e guardare a nuove prospettive senza alcun timore reverenziale nel mescolare arte, design e oreficeria.